Musica ·
Maracaibo non è una canzone felice
Di Alessandro Gessaga
In ascolto
Spesso non ci si sofferma sul testo di una canzone quando è dance e dall’aria frivola, quando l’ambiente che ti circonda è un capodanno di festa, una piazza italiana con trenini e allegria. Ma Maracaibo racconta in realtà l’amara storia di Zazà, ballerina cubana che si esibisce nuda nel locale “Barracuda” e traffica armi.
La canzone è stata scritta da David Riondino, che ci ha lasciati il 29 marzo a 73 anni, e in seguito rielaborata dalla Colombo nel 1975 fu rifiutata da varie case discografiche per il testo “scomodo”.
Il brano è spesso associato a Jerry Calà, il quale lo ha interpretato in diverse occasioni, si ricorda “Vacanze di Natale” 1983 con Christian De Sica che agitava se stesso e le maracas al piano bar.
Al centro c’è la storia di Zazà, che non è un’onomatopea che enfatizza il ritornello, ma una ballerina cubana che si esibisce nuda nel locale “Barracuda”. Questo lavoro però è una copertura, perché Zazà tra un balletto e l’altro traffica armi per conto dei rivoluzionari, smerciando mitragliatrici e bazooka.
Mentre pensa a Pedro è innamorata di Fidel Castro, che la casa discografica decide di rinominare “Miguel” per non incappare nella censura (nella versione cantata da Riondino ricompare Fidel).
Quando dice “Miguel non c’era, era in Cordigliera da mattina a sera” si riferisce al vasto sistema di catene montuose delle Americhe, dove stavano proprio i rivoluzionari cubani.
Vista l’assenza di “Miguel”, Zazà si consolava tra le braccia di Pedro. “Tornò Miguel, tornò, la vide e impallidì. Il cuore suo tremò, quattro colpi di pistola le sparò. Maracaibo, mare forza nove, fuggire sì, ma dove, Zazà.” Ma un giorno non annunciato, Miguel torna dalla Cordigliera, e scoprendoli insieme spara 4 colpi di pistola. Zazà è costretta a fuggire via mare verso Maracaibo quando una tempesta “forza 9” la catapulta in acqua dove viene azzannata da uno squalo “dalla pinna nera”.
Zazà si salva, ma essendo rimasta deturpata dalle cicatrici smise di esibirsi personalmente. Perse inoltre Miguel, il suo contatto col traffico di armi Cubano. Diventò così una matrona con 23 ragazze mulatte alle sue dipendenze, in un bordello in cui circolava rhum e cocaina.
Ingrassata fino a 130kg resta comunque la gran regina del bordello. Il brano finisce con l’immagine poetica di lei che mostra agli avventori più fortunati il segno indelebile di quell’aggressione in mare dalla quale è riuscita a sopravvivere.
“Se sarai cortese ti farà vedere nella pelle bruna una zanna bianca come la luna.”
